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Saline di Sicilia
Tra Trapani e Marsala, lungo 30 km di costa
Nella Sicilia Occidentale l’areale delle saline si estende lungo una fascia litoranea di circa 30 chilometri compresa tra le città di Trapani e Marsala. Il territorio è delimitato a nord dalla città di Trapani e dalle pendici di Erice, a sud dal litorale di Marsala e Petrosino, a est dall’entroterra di Paceco, Misiliscemi da altri comuni limitrofi e un’ampia estensione di terreni agricoli, mentre a ovest è bagnato dal Mar Mediterraneo, includendo il sistema insulare della Laguna dello Stagnone. Si tratta di una pianura costiera estremamente bassa, caratterizzata da un mosaico unico di zone umide, saline storiche attive e canali.
3.000
anni di storia, dai Fenici a oggi
«Un insieme di ecosistemi legati tra loro da eccezionale biodiversità, curata nei millenni grazie all’antica arte dei salinai.»
Perché candidate
Un concentrato puro di "uomo e natura"
Ambientale, culturale, socio-economico
Origine
Qui le prime forme organizzate di produzione del sale risalgono probabilmente all’epoca fenicia, tra l’VIII e il VI secolo a.C.
Patrimonio socio-economico
L’area integra pratiche artigianali, tecniche industriali e innovazione sostenibile, promuovendo un modello economico fondato sulle eccellenze enogastronomiche, la ricerca scientifica e un turismo lento, esperienziale e naturalistico.
Ecosistema e Biodiversità
La ricchezza e la varietà della flora e della fauna locale deriva da alcuni fattori ecologici: dimensioni, isolamento, regime idrico e gradiente di salinità; fattori gestiti dai salinai. L’insieme di questi fattori genera un’ecosistema che costituisce un’infrastruttura naturale che fornisce servizi per la resilienza dell’area costiera
Cultura
Il territorio delle saline custodisce un patrimonio culturale materiale e immateriale di straordinaria rilevanza che non è esclusivamente legato all’attività dei salinai, ma frutto dell’interazione secolare tra le comunità locali e l’ambiente costiero lagunare.
Attività produttive
conoscenze tradizionali, pratiche di gestione sostenibile e innovazione tecnologica fanno di queste aree produttive: vocate per attività storicamente compatibili con gli equilibri ecologici.
Sostenibilità
Le saline storiche, i mulini, i sistemi tradizionali di gestione delle acque, i centri storici, le architetture rurali e il patrimonio archeologico testimoniano una lunga continuità di occupazione e utilizzo sostenibile del territorio.
I pilastri per la gestione del territorio
Le Riserve della Biosfera, sono caratterizzate da tre funzioni, di pari importanza ed interdipendenti:
Funzione di Conservazione
Dalla loro nascita ad oggi, le saline sono sempre state considerate degli ecosistemi da conservare per garantire la loro continuità. Questa funzione ha l’obiettivo di contribuire alla protezione dei paesaggi, degli ecosistemi, delle specie e della diversità genetica. Essa riconosce la biodiversità e l’integrità degli ecosistemi come la base imprescindibile per garantire la resilienza del territorio e la continuità dei servizi ecosistemici
Funzione di Sviluppo sostenibile
Il lavoro uomo/natura che è alla base della produzione del sale va considerato a tutti gli effetti un laboratorio di economia verde. Questa funzione mira a promuovere uno sviluppo economico e umano che sia socio-culturalmente ed ecologicamente sostenibile. Le aree di biosfera operano come laboratori territoriali per incentivare modelli di green economy e circolari che valorizzino le risorse locali nel rispetto degli equilibri naturali
Funzione di Supporto logistico
Con il museo del sale e le visite in salina, si è, negli ultimi anni, cercato di diffondere la conoscenza su questa parte del territorio. Questa funzione fornisce il sostegno necessario per attività di ricerca scientifica, monitoraggio ambientale, educazione e formazione. Attraverso questa funzione, le aree di biosfera incentivano la produzione e la diffusione della conoscenza, facilitando lo scambio di buone pratiche tra comunità locali e reti internazionali
Tre aree per applicare le strategie
Il territorio candidato rappresenta un sistema socio-ecologico complesso nel quale conservazione della biodiversità, attività produttive tradizionali, economia locale, fruizione sostenibile e valorizzazione del patrimonio culturale risultano strettamente interconnessi. La fondamentale presenza delle Riserve Naturali Orientate ha supportato negli anni l’attività di conservazione della biodiversità di tali areali, garantendo al patrimonio ambientale di divenire centrale nello sviluppo locale.
La zonazione proposta consente di sviluppare (strutturare) efficaci relazioni tra aree a prevalente naturalità, aree produttive tradizionali e contesti antropizzati, secondo il modello di gestione integrata promosso dal Programma MaB UNESCO di seguito riportato.
Area Core · Area Centrale
coincide con aree o territori protetti ai sensi di legge o norme specifiche. Queste aree contribuiscono alla conservazione dei paesaggi, degli ecosistemi, delle specie e della variabilità genetica.
Area Buffer o Area Cuscinetto
circondano le aree core. Esse supportano le funzione di conservazione attraverso attività sostenibili come la salicoltura tradizionale e moderna, il turismo naturalistico, sport ecocompatibili e l’educazione ambientale
Area Transition o Area di Transizione
Confinanti con le “zone cuscinetto” queste aree incoraggiano le comunità locali – cittadini, associazioni, enti pubblici -, Istituti di ricerca e le aziende a cooperare per una gestione sostenibile delle risorse locali.
- INSERIRE CARTA CON ZONAZIONE PROPOSTA (Lo trovate tra le immagini)